Permettetemi di citare U. Eco sul suo riconsiderare la nozione di "guerra". Con la sua esperienza fornisce a noi giovani delle considerazioni interessanti, domande che non ci siamo mai posti, perché anche se la guerra è una realtà esistente che ci circonda, noi ne siamo ben lontani. Lontani... La lontananza genera facilmente noncuranza, che a sua volta degenera in ignoranza... Dovremmo opporci, per quanto possiamo, anche se timidamente, al totale assopimento mentale che la società vuole da noi, quella paralisi mentale che i potenti bramano per noi comuni mortali, per poterci governare sempre meglio, e far ciò che vogliono senza che noi battiamo ciglio.
"Qual’è stato nel
corso dei secoli il fine di quella guerra che chiameremo Paleoguerra? Si faceva
una guerra per sconfiggere l’avversario in modo da trarre un beneficio dalla
sua perdita, si cercava di realizzare le nostre intenzioni cogliendolo di
sorpresa, si faceva il possibile perché l’avversario non realizzasse le sue
intenzioni, si accettava un prezzo da pagare in vite umane per infliggere al
nemico, in termine di vite umane, un danno maggiore del nostro. A tali fini si
dovevano poter mettere in campo tutte le forze di cui si poteva disporre. Il
gioco si giocava tra i due contendenti. La neutralità degli altri, il fatto che
dalla guerra altrui non traessero danno se mai profitto, era condizione
necessaria per la libertà di manovra dei belligeranti. Dimenticavo: c’era
un’ultima condizione: sapere chi fosse il nemico e dove stesse. Per questo, di
solito, lo scontro era frontale e coinvolgeva due o più territori
riconoscibili.
Nel nostro secolo la
nozione di “guerra mondiale”, tale che potesse coinvolgere anche società senza
storia come le tribù polinesiane, ha eliminato la differenza tra belligeranti e
neutrali. L’energia atomica fa si che, chiunque siano i contendenti, dalla
guerra è danneggiato l’intero pianeta.
La conseguenza è stata
la transizione dalla Paleoguerra alla Neoguerra attraverso la Guerra Fredda. La Guerra Fredda
stabiliva una tensione di pace belligerante o belligeranza pacifica, di
equilibrio del terrore, che garantiva una notevole stabilità al centro e
permetteva, o rendeva indispensabili, delle forme di Paleoguerra marginali
(Vietnam, Medio Oriente, stati Africani, ecc.). La Guerra Fredda in
fondo garantiva la pace al Primo e al Secondo mondo, a prezzo di alcune guerre
stagionali o endemiche nel Terzo. ”
Umberto Eco, "A Passo di Gambero", estratto da Alcune
Riflessioni sulla Guerra e la
Pace; Conferenza del 2002 tenutasi a Milano per la Comunità di Sant’Egidio. ed. Bompiani, Milano, 2006.
Come siamo arrivati
fino ad oggi? la gente parla parla… o sta zitta perché in realtà non ha la più pallida
idea di cosa sta accadendo. Forse alcuni credono che esiste solo nella loro
televisione. Altri invece, per il terrore sceso per via degli attentati, sono
entrati nel pallone e sono divenuti intolleranti a tutto e a tutti. Qui però
dovremmo tornare indietro. Eco spiega linearmente cosa accade, tuttavia,
vissuto nell’animo di una persona sensibile e ricettiva… la trama s’infittisce.
Con la guerra del Golfo
c’è stato un ribaltamento logico in confronto a quello che la Paleoguerra (inizio ad
usare i termini di U.Eco) prima presupponeva: come ho trascritto prima, Eco
chiaramente dice che scopo della Paleoguerra era togliersi di mezzo quanti più
nemici fosse possibile… e per rendere questo possibile eravamo anche disposti a
sacrificare le nostre, di vite. Due principi si pongono: il primo era
che dei nostri non doveva morire nessuno, e in secondo luogo, si dovevano
uccidere meno avversari possibili. Non per niente venne introdotto l’uso di
bombe intelligenti. Inoltre con i mass media di oggi… tenere una guerra al
riparo delle telecamere è cosa ben difficile. “La Neoguerra, dice Eco, è
divenuta un prodotto mediatico”(op. cit.)… non sarò di certo io a dargli torto. Anche perché
se fate un po mente locale e ci pensate su, quante e quante volte ci han fatto
vedere il filmato delle Twin Towers??
Ai tempi del Golfo e
anche del Kossovo, conoscevamo gli agenti nemici che agivano in casa, mentre con il
terrorismo internazionale essi rimangono innanzitutto ignoti e i nostri media
non li possono monitorare ma soprattutto… il nostro nemico non è identificabile
solo con dei soggetti stranieri infiltrati a casa nostra, ma potenzialmente
anche con i nostri compatrioti. Non ci sono volti, non ci sono fronti.
Eraclito affermò che,
se tutto scorre, “la lotta è la regola del mondo e la guerra è comune
generatrice e signora di tutte le cose”...
Molti leggono,
criticano, anzi mi permetto di dire che ho avuto la sfortuna di conoscere gli
Ostruzionisti… i critici sono rari.
Leggere, sviluppare le
proprie impressioni, trovare dei punti focali, dei shortcut interpretativi. è
un lavoro che un essere senziente e interessato all’osservazione attiva e non
alla vita passiva deve fare. Perché ci sono in giro già troppe marionette… non
rischiamo di diventarlo anche noi.
Però questa sera... che per me è una sera speciale... voglio salutarvi con un aforisma che da molti anni porto nella mente. Volete sapere perché per me è una serata speciale? se lo volete sapere... mi trovo costretta ad utilizzare dei soprannomi... siccome siamo un paese libero mi sento talmente libera che per parlare senza ritrovarmi ripercussioni pesanti devo usare soprannomi e acronomi inventati. Se siete davvero interessati... aspettate il prossimo post... e vi spiegherò quanto posso... sapete com'è... domani è lunedì... e quello è un giorno assai carico di nervosismo e acidità. quando si lavora. Domani sarò carica per quell'argomento. Nel frattempo, tornando alla mia amata forma breve, vi dò la buona notte:
“Siamo su un treno che va a trecento chilometri
all’ora, non sappiamo dove ci sta portando e, soprattutto, ci siamo accorti
che non c’è il macchinista."
Carlo Rubbia (1934),
scienziato italiano